Chernobyl: cronaca di un disastro nucleare

L'incidente al reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl , avvenuto la notte del 26 aprile 1986, è stato il più grave disastro nucleare di un impianto civile. A causarlo, come vedremo, una serie di irresponsabili errori umani, ma anche circostanze casuali e difetti di progettazione del reattore.

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Figura 1: IAEA Imagebank, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Figura 2

 

Figura 1 e 2: due vecchie immagini del reattore 4 dopo l'incidente

Il test di sicurezza

Sintesi:

  • il giorno dell'incidente, al reattore 4 era in programma un test di sicurezza
  • la preparazione per il test ha prodotto l'"avvelenamento da xeno", un fenomeno che ostacola il normale funzionamento del reattore
  • per evitare le conseguenze dell'avvelenamento del reattore, il test avrebbe dovuto essere annullato
  • il test viene invece eseguito durante la notte, con personale meno esperto e non informato sulle procedure

L'incidente

Sintesi:

  • il reattore, avvelenato dallo xeno, non avrebbe mai dovuto essere riportato bruscamente a valori normali di potenza
  • il personale, su ordine del responsabile Djatlov, estrae quasi tutte le barre di controllo contro ogni procedura di sicurezza per aumentare la potenza del reattore
  • quando si accorgono che la potenza è salita troppo, i tecnici interrompono il test con il pulsante di sicurezza AZ5, che inserisce tutte le barre di controllo nel reattore
  • ma il pulsante AZ5 non evita il disastro a causa dei difetti di progettazione del reattore (lentezza nella caduta nelle barre, grafite nell’estremità delle barre a contatto col nocciolo)
  • due esplosioni dovute ai gas in cui si è scissa l'acqua scoperchiano il nocciolo e ne causano l'incendio, mentre la reazione nucleare continua

Sono le ore 1:23 del 26 aprile 1986: il reattore è parzialmente distrutto, il nocciolo è scoperto e in fiamme; dalla vicina cittadina di Pripyat si vedono i bagliori dell’incendio e una luce bluastra che sale dalla centrale verso il cielo: un occhio esperto avrebbe capito anche solo da questo particolare che il nocciolo era scoperto, ma Pripyat è una città di operai che poco o nulla sanno dei rischi del vicino impianto. Solo alle 13:00 del 27 aprile, dopo quasi un giorno e mezzo, un annuncio dell'esercito ordina l’evacuazione della città il trasferimento degli abitanti in zone più sicure. I livelli di radioattività sono ormai ben oltre i limiti di sicurezza e gli abitanti ignari sono stati esposti a radiazioni ionizzanti senza nessuna precauzione o protezione.

La gestione dell'incidente

Sintesi:

  • per evitare un’altra esplosione, bisogna svuotare l’acqua delle cisterne che stanno sotto al nocciolo prima che la lava radioattiva la raggiunga; tre volontari si immergono per aprire manualmente le valvole (contrariamente a quanto si è creduto per anni, sono sopravvissuti all’impresa)
  • l’incendio non può essere spento, ma solo soffocato con sacchi di sabbia mista a boro: sotto la sabbia, il nocciolo resta incandescente e la reazione nucleare continua
  • tutto il materiale del reattore danneggiato e lo stesso reattore vengono cementati all’interno di un sarcofago di calcestruzzo armato
  • il nocciolo del reattore 4 è sprofondato di 4 metri e, per anni, il combustibile nucleare ha alimentato la reazione nucleare
  • i liquidatori continueranno per anni a decontaminare l’area

Chernobyl oggi

Figura 3: il vecchio sarcofago di calcestruzzo armato

Figura 4: il nuovo sarcofago realizzato nel 2016

Nel 2016 è stato realizzato il nuovo sarcofago del reattore per evitare che la distruzione del vecchio in cemento armato liberasse una nuova nube radioattiva.

Si stima che, tra circa un secolo, sarà necessario costruirne un altro perché le strutture deperiscono rapidamente a causa dalle radiazioni.

La centrale di Chernobyl, i cui reattori sopravvissuti al disastro sono rimasti attivi per anni (l’ultimo è stato spento il 15 dicembre 2000), è costantemente monitorata da personale scientifico.

Dal 24 febbraio al 31 marzo 2022, l’area di Chernobyl è stata occupata dalle truppe dell’esercito russo nel corso dell’invasione dell’Ucraina; sembra che i movimenti dei mezzi militari e lo scavo delle trincee abbiano fatto aumentare il livello di radioattività dell’area.

Le vittime di Chernobyl

Impossibili da determinare con sicurezza, anche perché l’ex Unione Sovietica ha proibito per anni di indicare nelle autopsie l’esposizione alle radiazioni come possibile causa delle morti.

Mettiamo a confronto alcuni numeri:

  • Vittime accertate (come conseguenza diretta dell’incidente): 54 morti (secondo altre fonti, 65)

Per le vittime delle conseguenze a lungo termine dell’esposizione alle radiazioni, esistono studi diversi giunti a conclusioni assai contrastanti.

I principali sono:

  • Studio del Chernobyl forum (2005): le vittime ipotizzate nel lungo termine per malattie conseguenti all’esposizione alle radiazioni sono circa 4000;
  • Studio Torch (2006): dalle 30.000 alle 60.000 vittime

A questi si aggiungono altre stime: Greenpeace parla di 100.000 vittime, un articolo del New York Academy of Sciences del 2009 arriva a 985.000 vittime…la verità è che è impossibile stimare con esattezza le morti dovute all’incidente di Chernobyl, ma a far variare tanto i numeri può essere un assai poco scientifico pregiudizio: chi è contrario all’energia nucleare tende ad attribuire molte più vittime al disastro e pubblicherà studi per alimentare questa narrazione.

La ricostruzione di Super Quark

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